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#quarantine pillow challenge:

Nuova mania fashion o esaurimento da quarantena?

La sfida ha ovviamente a che fare con il cuscino o con i piumoni, il tutto trasformato in un minidress, per essere al top con la famosissima pillowchallenge!

Per andare dove, al momento, non si sa, ma che importa, immaginare il momento del primo aperitivo dopo lockdown, non costa nulla.

Già da prima di Instagram, la moda del cuscino vestito si era già ritagliata uno spazio notevole, nelle collezioni di Victor&Rolf nel 2006, ma anche in quelle di Primavera Estate 2018 di Maison Margiela e Mother Of Pearl.


L’accessorio ovviamente non può mancare, impossibile da fare senza una cintura! Fondamentale è strizzarla in vita per dare una forma al cuscino e quindi anche a noi.
Pare che per essere davvero all’altezza debba possedere fibbia possibilmente logata: Valentino, Gucci, Dior e ovviamente tutti gli altri accessori sono consigliati e variano a seconda della fantasia: occhiali, borse, sneakers o tacco 12. Ad ognuna il suo.

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Don Colmegna: “Case della salute per rafforzare il servizio sanitario nazionale”

Associazioni e fondazioni non profit si uniscono per potenziare la sanità territoriale.

«Le recenti misure adottate dal governo per il potenziamento dei servizi territoriali possono trovare un’ organica ed organizzata realizzazione proprio attraverso le case della salute-case della comunità per non rischiare di rimanere una serie di buoni e giusti propositi scollegati tra loro». E aggiunge: «E’ l’ora di promuovere una visione più unitaria di una comunità dove tante forze diverse, pubbliche e private, contribuiscono all’unica vocazione civica di perseguire il bene comune, con professionalità, spirito critico, rigore scientifico».

Esprimiamo una voce plurale e competente. Il percorso che prepara il movimento ha diversi anni di storia e di dialogo tra molte forze sanitarie e sociali, pubbliche e private, del nord e del sud dell’Italia (sono già oltre 40 le realtà che fanno parte del movimento). La pandemia ha indotto la voglia di premere l’acceleratore su quel cambio di paradigma che dobbiamo fare per riscrivere un disegno di salute degno del Paese che siamo: dalle prestazioni sanitarie a un progetto di salute. Con la Casa della Carità di Milano e la Fondazione Santa Clelia Barbieri di Alto Reno Terme (Bologna), vi sono diverse decine di fondazioni, associazioni di volontariato, onlus presenti su tutto il territorio nazionale, oltre al sindacato e a Cittadinanza attiva.


Tra i primi firmatari, assieme a numerosi operatori sanitari e sociali,  Silvio Garattini, Gianni Tognoni e Maurizio Bonati del Mario Negri, Renato Balduzzi dell’Università Cattolica, Benedetto Saraceno (segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health), Marco Frey della Scuola Superiore Sant’Anna Di Pisa; Francesco Longo dell’Università Bocconi, Mauro Ceruti di Iilm, Rosy Bindi (presidente onorario dell’associazione “Salute Diritto Fondamentale”), Carlo Borgomeo (presidente di Fondazione con il Sud) e altri rappresentanti del mondo della cultura, dell’imprenditoria, oltre a numerosi cittadini».

Met Gala 2020 virtuale. Con le star che lo hanno messo in scena su Instagram

Messaggi d’incoraggiamento, ricordi, un pizzico di nostalgia. Le attrici hanno commentato in modo diverso sui social l’annullamento dell’evento mondano.

Met Gala, 2019

Il Met Gala, chiamato formalmente Costume Institute Gala, è un galà annuale di raccolta fondi a beneficio del Costume Institute di New York. Segna l’apertura della mostra annuale di moda del Costume Institute. Ogni anno l’evento segue il tema dell’abito dato dalla Costume Institute; gli ospiti devono adeguarsi al tema, vestendosi di conseguenza.

Quest’anno le attrici, sottratta loro malgrado una vetrina così importante, tutto sommato sembrano averla presa bene (a parte una di loro), e hanno deciso di portare il Met Gala su Instagram, pubblicando le immagini dei look più amati che hanno indossato nelle varie edizioni e alcune frasi di incoraggiamento per superare questo periodo di mancanza di socialità.

At work, Vogue Magazine

Jennifer Lopez si aggiunge all’elenco delle dive che hanno celebrato il Met Gala 2020 solo virtualmente, pubblicando un collage di video dei suoi look più amati di sempre, dall’eccentrico all’elegante, chiedendo ai suoi fan di scegliere. Poi, però, ha riportato l’attenzione sulla sicurezza. «Non vedo l’ora di poter partecipare ancora, non appena, però, sarà sicuro poterlo fare», scrive la cantante statunitense.


Impossibile non ricordare il look sfoggiato da Naomi Campbell sul red carpet l’anno scorso per il Met Gala. E infatti la top ha postato proprio l’abito rosa confetto di Valentino, in pizzo, chiffon e una cascata di piume a strascico per celebrare, anche solo virtualmente, l’evento più amato. Niente didascalie: a parlare, è solo la foto, maestosa, scintillante, di una delle donne più belle di sempre avvolta da un abito da sogno. Niente da aggiungere.

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La Cina ha vietato il plagio architettonico e gli edifici “clonati”

Metodologia fortemente usata nel paese asiatico, il copycatting è ora vietato in territorio cinese, anche come tentativo di promozione dello stile nazionale all’estero.

Cina, copycatting vietato

Dopo il divieto istituito nel 2016 da parte del governo cinese nei confronti delle architetture “sovradimensionate, xeno-centriche, strane”, il quale non ebbe un gran successo,  in una nuova serie di restrizioni per l’edilizia il Ministro cinese per l’edilizia abitativa e sviluppo urbano, ha deciso di vietare anche il copycat, il plagio e la copia di altre architetture già esistenti, modalità di progetto tanto usata quanto amata nel paese asiatico.

Pratica inaugurata negli anni ’90, con la replica fedele ora demolita della Cappella di Ronchamp di Le Corbusier a Zhengzhou, è diventato consueto copiare monumenti europei, arrivando in alcuni casi persino a creare intere riproduzioni di città europee, molte delle quali si trovano alla periferia di Shanghai.

Nonostante il plagio a volte riguardi anche le stesse architetture cinesi, il ministero cinese, come da riferito alla BBC, afferma che non sarà più permesso “plagiare, imitare, copycatting”, e che saranno limitati gli edifici “grandi, stranieri e strani”.
Ma questo controllo non riguarda solo il tema del copycat. “Invece di limitarsi a imitare e copiare edifici stranieri,” afferma infatti il capo del dipartimento di architettura del paesaggio dell’Università di Tongji Han Feng al Times, “è urgente che gli architetti e il pubblico conoscano e imparino dalla nostra profonda arte architettonica”.

Lo storico Dodo

È il 1994 quando Pomellato decide di espandere il proprio universo svelando una nuova filosofia del gioiello: un prodotto creato con un solo grammo d’oro, particolarmente dedicato ai giovani e al loro desiderio di gioielli alla moda, preziosi e al tempo stesso facili da indossare.

L’idea è nata per la prima volta a Mauritius, meravigliose isole dove un tempo viveva il vero Dodo. La storia di questo bizzarro e adorabile uccello senza ali, unita alla tradizione locale di forgiare collane-souvenir con le conchiglie, è stata la nostra ispirazione. Ciò che in principio ha spinto Pomellato a disegnare charm che celebrassero quel mondo, rispecchiando la stessa visione stilistica e libertà creativa che da sempre distingue questa bellissima Maison italiana.

Creazioni unisex, con una forte identità e un profondo spirito narrativo, in cui ogni ciondolo, lettera e simbolo porta con sé un significato davvero speciale, esprimendo un sentimento di amore, fortuna, amicizia e libertà.
Tradotti dalle mani esperte dei nostri artigiani, i messaggi di Dodo hanno raggiunto una popolarità immediata, che continua a crescere con il loro carattere non convenzionale, fantasioso e spesso ironico. Una curiosità e un successo inizialmente provocati dai simpatici “talking charms”, autentici emblemi del valore emozionale e sentimentale che ispira ogni gioiello Dodo.

Dodo è un brand italiano dalla vocazione internazionale. Un prodotto “glocal” che coniuga l’esclusività della maestria locale con un fascino globale capace di dialogare con qualsiasi cliente e paese del mondo, soprattutto grazie ai suoi mantra universali come “follow your dreams”, “we are the lucky ones” e “tell your story”.


Si chiama Dodomania. Lascia libero spazio alla tua immaginazione. Puoi abbinare e combinare tra loro tutti i pezzi. Puoi giocare con i diversi componenti e charm per raccontare la tua personalità e il tuo stile. Puoi farti ispirare dall’irresistibile varietà di forme, metalli e pietre scintillanti. Puoi sperimentare mix & match sempre nuovi e differenti, perché Dodo è un vero e proprio gioiello “su misura”.

Qui comincia l’avventura di DoDo con il famoso bracciale Kit granelli argento…perfetto per charms e Lettere. Bracciale, granelli e ago in argento. Anello brisé in oro giallo 18 kt.

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Venezia, esplosione e incendio in industria chimica a Porto Marghera: due ustionati. Cessato allarme inquinamento dopo 4 ore

A innescare l’incendio, alle 10.15 circa, è stato lo scoppio di un serbatoio. Le fiamme, circoscritte dai vigili del fuoco, erano visibili a chilometri di distanza e, visti i materiali lavorati nell’impianto, il comune di Venezia aveva chiesto ai cittadini di rimanere in casa, chiudendo porte e finestre

marghera
Marghera, Venezia

“Al momento vi sono ricadute inquinanti solamente all’interno dello stabilimento”. A cinque ore dall’esplosione che ha innescato un maxi-incendio nell’industria chimica 3V Sigma di Porto Marghera, alle porte di Venezia, provocando almeno due feriti che in gravi condizioni, arriva un aggiornamento dell’Arpav sul conseguente allarme per la qualità dell’aria. “Siamo in attesa dei dati dall’Arpav, ma l’allarme sta rientrando: sembra non abbiamo corso un vero e proprio rischio chimico – afferma – il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro arrivato sul posto dell’incendio scoppiato all’industria chimica di Marghera -. Attendiamo questi dati e poi contiamo di riaprire le strade della zona che erano state chiuse, così da poter far tornare le persone al lavoro. Avevamo fatto suonare le sirene di allarme subito per avvertire la popolazione, la macchina comunale ha funzionato”. Una nuova sirena ha suonato per la conclusione dell’emergenza alle 14. La polizia locale ha poi riferito che la viabilità è stata ripristinata e a breve tornerà alla normalità. Vigili del fuoco e personale Arpav rimangono sul posto per la verifica delle condizioni di sicurezza interna allo stabilimento e per le analisi su eventuali inquinamenti ambientali.

Marghera, Venezia

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COV, la serie di divisori di Matteo Cibic per tornare a socializzare

In tutto il mondo, designer e distanziamento sociale

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Marghera, in fiamme ditta di prodotti chimici: due feriti. “State in casa, chiudete le finestre”

È di due feriti il bilancio riferito dai vigili del fuoco per l’incendio nella 3V Sigma di Marghera, ma potrebbe aggravarsi prossimamente perché uno di questi versa in condizioni disperate. “Al momento vi sono ricadute inquinanti solamente all’interno dello stabilimento”, riporta il Comune di Venezia su Twitter, dopo aver invitato i cittadini a restare in casa e chiudere porte e finestre per precauzione.

margherera
Marghera, porto


Al lavoro 8 squadre con Nucleo Nbcr e rinforzi da Vicenza, Treviso, Padova e Rovigo. Scattato il piano di emergenza esterno per la possibile dispersione nell’ambiente di sostanze chimiche. Il rogo è scoppiato poco dopo le 10.


<blockquote class=”twitter-tweet”><p lang=”fr” dir=”ltr”>Vote.</p>&mdash; Barack Obama (@BarackObama) <a href=”https://twitter.com/BarackObama/status/1261004586359422979?ref_src=twsrc%5Etfw”>May 14, 2020</a></blockquote> <script async src=”https://platform.twitter.com/widgets.js” charset=”utf-8″></script>

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